mercoledì 30 novembre 2011

Crostata di ricotta, cioccolato e castagne

E’ una semplice crostata con ricotta e cioccolato fuso decorata con castagne ridotte a granella. Il ripieno dà vita ad un piacevole contrasto tra la morbidezza della ricotta unita al cioccolato fuso e il croccante delle castagne ridotte a granella.







Ingredienti per una tortiera di 24 cm:
250 g di farina 00
125 g di burro
100 g di zucchero
2 tuorli d’uovo
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale


Ripieno:
350 g di ricotta vaccina
150 g di castagne
100 g di zucchero
80 g di cioccolato extra fondente


Preparazione:
In una ciotola si mette la farina setacciata il burro appena tolto dal frigo tagliato a pezzetti e un pizzico di sale, si lavora il tutto rapidamente con le punte delle dita fino ad ottenere un composto dall'aspetto sabbioso. Si uniscono i due tuorli, lo zucchero e la vanillina, si lavora velocemente il tutto sempre con la punta delle dita, fino ad ottenere un impasto compatto liscio ed abbastanza elastico. Si forma un panetto si avvolge nella pellicola trasparente e si mette in frigo per almeno mezz'ora.

Si pratica un taglio sulla parte piatta delle castagne; si fanno cuocere in acqua bollente leggermente salata per 30 minuti. Terminata la cottura si scolano e si sbucciano privando di entrambe le pelli. Si tritano al mixer ottenendo una sorta di granella.
Si fa fondere il cioccolato extra fondente a bagnomaria. In una ciotola si versa la ricotta il cioccolato fuso e lo zucchero, si lavora il composto fino a che tutti gli ingredienti sono ben amalgamati.

Si prende la pasta frolla si stende leggermente con un mattarello e si trasferisce in una tortiera imburrata, si bucherella il fondo con i rebbi della forchetta si versa il composto si livella per bene la superficie e si distribuisce la granella di castagne a forma di grata o sparsa a piacere.
S’informa a forno caldo a 180°C - 190°C per 50-60 minuti. Una volta cotta si lascia raffreddare prima di sfornarla.







lunedì 28 novembre 2011

Cous cous con broccolo e Provolone di Formia

Ho pensato di condire il cous cous con una purea di broccolo impreziosita – è il caso di dire – dal Provolone di Formia acquistato da  D.o.l.  (Di Origine Laziale). Il Provolone di Formia è un magnifico prodotto dal profumo e dal sapore intenso, una vera bontà resa tale dalle mani sapienti di un affinatore di formaggi.








Ingredienti:
380 g di cous cous precotto
1 broccolo di 600 g ca
60 g di Provolone di Formia Stagionato 24 mesi o altro provolone piccante
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero


Preparazione:
Si pulisce il broccolo tagliandolo a cimette, si lava e si fa cuocere in acqua calda per 5-6 minuti deve rimanere croccante. In una padella si fa imbiondire l’aglio si aggiungono le cimette di broccolo, si sala e si fanno saltare per alcuni minuti. Poi si mette nel mixer (lasciando da parte alcune cimette) con 30 g di provolone di Formia, un pizzico di pepe nero e si unisce a filo l’ olio extra vergine di oliva in modo da formare una sorta di purea.
Si prepara il cous cous come indicato nella confezione; una volta pronto si unisce la purea di broccolo e si mescola il tutto. Si versa nei stampini e s’impiatta guarnendo con le cimette di broccolo lasciate da parte, le scaglie di Provolone di Formia e il pepe nero.









venerdì 25 novembre 2011

La Lampuga in tegame

La lampuga è uno dei quei pesci “poveri” (i miei preferiti) che ha una carne molto gustosa. Si può cucinare in vari modi, ma così - secondo me - ne è esaltato di più il sapore. 






Ingredienti:
1 Lampuga di 1 kg circa
1 cipolla borettana grande
80 g di olive verdi denocciolate
6 pomodorini ciliegina
1 cucchiaio di capperi sottosale
1 spicchio di aglio
mezzo bicchiere di vino bianco secco
peperoncino quantità a piacere
olio extra vergine di oliva
sale


Preparazione:
Si taglia la lampuga a pezzi di 4 cm circa; si elimina la testa e la coda. In un largo tegame si fa imbiondire la cipolla tagliata a fettine e l’aglio con olio extra vergine di oliva e il peperoncino. Si uniscono i pezzi di lampuga si fanno scottare da una parte all’altra. Si sfuma con il vino bianco, si mette un pizzico di sale, si aggiungono i pomodorini tagliati a metà. Si copre e si lascia cuocere a fuoco moderato per 15-20 minuti. Passato il tempo si uniscono le olive verdi denocciolate tagliate a rondelle e i capperi dissalati, si lascia insaporire per alcuni minuti. Si impiatta con il suo sughetto e a piacere si aggiunge una spolverata di prezzemolo.






mercoledì 23 novembre 2011

Pangiallo romano

Quanno vierà er pangiallo
te vojjo dà 'na fetta de Natale
Giuseppe Gioacchino  Belli, La dogana de terra a Piazza de Pietra (Roma 23 ottobre 1831)


Tra i dolci tradizionali per le feste di Natale a Roma c’è il Pangiallo. E’ un dolce il cui nome è dato dal colore dorato della superficie, ha forma di pagnottina ed è composto di pasta di pane arricchita da miele, frutta secca, canditi e spezie.
A quanto sembra, un pane simile veniva regalato nella Roma imperiale nel corso della festa del Solstizio d'Inverno, per evocare con il suo colore il ritorno del sole.
In origine si otteneva impastando solo il miele con il cedro candito e la frutta secca. Poi con gli anni si è arricchito di altri ingredienti fino a diventare un pane arricchito.
Come ogni ricetta tradizionale ci sono tante versioni soprattutto per la presenza o meno di alcuni ingredienti come il cioccolato fondente, i pistacchi e spezie varie.



Lievitato dolce di Natale con frutta secca canditi uva passa




Ingredienti per una pagnottina:
100 g di farina  0               
1 g di lievito di birra          
50 ml di latte
acqua q.b.

7 g di miele (un cucchiaino)                    
50 g di nocciole tostate
50 g di pinoli tostati
50 g  noci sgusciate                
50 g di mandorle spellate                 
50 g di uva passa                 
50 g di canditi                         
4 fichi secchi                  
4 g di noce moscata
20 ml di Marsala Fine I.P. Ambra Semisecco DOC

Pastella:
25 g di farina (un cucchiaio)
8 g di olio extra vergine di oliva (un cucchiaio)
1 cucchiaio di acqua


Preparazione:
In un pentolino si fa intiepidire il latte, si versa in un bicchiere e si sbriciola il lievito, si mescola e si fa sciogliere completamente per 5-6 minuti circa.
In una ciotola capiente si versa la farina setacciata, il lievito e si inizia ad amalgamare aggiungendo un po’ d’acqua, si lavora energicamente sulla spianatoia infarinata per 10-15 minuti, fino ad avere un composto consistente ma morbido. Si aggiunge il miele disciolto in acqua, la frutta secca, l’uva passa in precedenza ammollata per 20 minuti in acqua tiepida e alcune gocce di Marsala, i canditi, i fichi secchi tagliati a pezzetti e la noce moscata. Si impasta il tutto si dà la forma di una pagnottina, si dispone su una teglia ricoperta di carta forno e si lascia riposare minimo 6 ore, meglio tutta una notte.


Fasi preparazione Pangiallo romano


Passato il tempo si fa una pastella abbastanza densa con farina, acqua, olio extravergine di oliva e si spalma sulla superficie della pagnottina, s’inforna a 180° C per 50-60 minuti fino a che non avrà un colore dorato.
Una volta cotta si sforna e si lascia raffreddare. Si può mangiare subito oppure si può conservare benissimo per diversi giorni.


Fetta di Pangiallo romano





Con questo dolce tipicamente romano partecipo al contest  Strenne di Natale: tu cucini, Scelte diGusto premia! di Tiziana del blog Pecorelle di Marzapane in collaborazione con Scelte di Gusto, il giornale di cultura ed informazione enogastronomica.










lunedì 21 novembre 2011

Lasagne “aspettate!”


… per fortuna sono arrivate le Lasagne aspettate.
Si chiamano così perché quando arrivano in tavola belle fumanti la mamma dice: aspettate un po' a mangiarle, che si raffreddano, ma nessuno resiste e peggio per lui.
La lasagna di mamma è una bomba a incremento termico. Sul piatto è caldina, in bocca è calda, nell'esofago è caldissima, ma appena arriva nello stomaco diventa lava incandescente, è come ciucciare un vulcano con la cannuccia, non c'è acqua che tenga.

 Stefano Benni, Margherita Dolcevita, Feltrinelli, 2006, p. 75




Per dare il titolo al piatto di oggi ho preso spunto dalle parole della giovane protagonista del libro di Stefano Benni, Margherita, chiamata dal nonno quando è allegra Margherita Dolcevita. E’ una dolce, sensibile e intelligente quattordicenne bionda con i capelli ricci “che sembrano una piantagione di fusilli”, e con qualche chilo in più. Margherita chiama le lasagne della mamma aspettate riferendosi al calore che sprigionano, ma nel mio caso anche per la presenza piccante de l’nduja che le fanno diventare ancora di più una “bomba a incremento termico”.











Ingredienti

Per il sugo:
700 g di passata di pomodoro
2 salsiccie
50 g di ‘nduja insaccata oppure di ‘nduja in vasetto
1 fiordilatte
100 g di Parmigiano Reggiano o Grana Padano
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
1 spicchio di aglio
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio extravergine di oliva
sale
peperoncino



Per la sfoglia:
300 g di farina 0
3 uova
1 pizzico di sale


Per la besciamella:
500 ml latte
50 g di burro
50 g di farina 00
noce moscata
sale


Preparazione:
Si prepara la sfoglia setacciando la farina sulla spianatoia, si forma una fontana si mettono al centro le uova e un pizzico di sale, si sbattono con una forchetta e si inizia ad incorporare poco alla volta la farina partendo dall'interno della fontana. Si lavora il composto per 15-20 minuti, fino ad ottenere una massa omogenea, soda e liscia; si raccoglie in una palla e si avvolge in un telo o in una pellicola e si fa riposare per mezz'ora.
Trascorso il tempo, si divide la pasta in panetti e si tira a mano con il mattarello o con la macchinetta tirasfoglie. Una volta tirata, si lascia asciugare per 10 minuti.


Si taglia a pezzettini il sedano, la carota e la cipolla, si mette il trito in un alto tegame, si fa soffriggere in olio extra vergine di oliva con l’aglio e un po’ di peperoncino per alcuni minuti, dopo si aggiungono le salsicce spellate. Si lascia cuocere per 10 minuti circa, si sfuma con il vino, si unisce la passata di pomodoro si sala, si copre e si lascia cuocere a fuoco moderato per 40-50 minuti Finita la cottura si aggiunge metà de l’nduja e si lascia insaporire.

Si fa scaldare il latte; a parte in una casseruola si fa sciogliere il burro, si unisce la farina si gira e si aggiunge un po' alla volta il latte girando bene con una frusta in modo di non formare grumi. Si mescola fino ad ottenere la densità desiderata. Si sala, si pepa e si aggiunge la noce moscata a piacere.


Si fodera con carta da forno una teglia per lasagne, si versa un sottile velo di sugo e besciamella e si inizia con uno strato di sfoglia, di sugo, di besciamella, di Parmigiano Reggiano o Grano Padano grattugiato e di fiordilatte a dadini. Si continua ripetendo gli strati terminando con uno strato di besciamella, di formaggio grattugiato e il rimanente di ‘nduja. Si inforna al forno preriscaldato a 180° per 30 minuti circa.









Con questa ricetta partecipo al contest:

Cuochi da Biblioteca del blog di Anna Ultimissime dal forno





Autori in pentola del blog di Elisa Stasera si cena da noi!






Un libro mi fa compagnia in cucina del blog di Serena Dolcipensieri






venerdì 18 novembre 2011

Castagne al cucchiaio

Per il contest sFRUTTA l'inverno di Stefania e di Artù propongo questa dolce al cucchiaio. La ricetta con qualche piccola modifica è tratta da l’Enciclopedia della Cucina Italiana, 12. Frutta e dolci al cucchiaio, De Agostini, 2006, p. 338.










Ingredienti per 4 persone.
Tra parentesi le mie dosi per 4 bicchierini di plastica per caffè della capacità di 80 ml


600 g di castagne  (300 g )
150 g di cioccolato fondente tritato  (75 g di  cioccolato extra fondente)
120 g di burro + 20 g per imburrare lo stampo  (50 g di burro)
120 g di zucchero  (60 g)
2.5 dl di panna  (omessa)
sale


Ho aggiunto:
Mezzo cucchiaino di Rum
cacao in polvere  q.b.
scagliette di cioccolata extra fondente q.b.



Preparazione:
Si pratica un taglio sulla parte piatta delle castagne; si fanno cuocere in acqua bollente leggermente salata per 30 minuti. Terminata la cottura si scolano e si sbucciano privando di entrambe le pelli. Si passano al setaccio, io le ho tritate al mixer ottenendo una sorta di farina.
Si fa fondere il cioccolato extra fondente a bagnomaria, mettendo due dita di acqua in un tegame si fa riscaldare e sopra si pone un tegame più piccolo o una ciotola che conterrà il cioccolato.  Quando il cioccolato inizia a fondere, si toglie dal fuoco il tegame che contiene l’acqua e si continua a mescolare il cioccolato.
In una ciotola si mette il composto di castagne tritate (io ho messo da parte un cucchiaino di castagne tritate) si unisce il cioccolato, lo zucchero, 120 g di burro (io 50 g e ho aggiunto il Rum) si lavora il composto fino a che tutti gli ingredienti sono ben amalgamati.

La ricetta originaria indica di imburrare e foderare con carta forno uno stampo rettangolare, di versare il composto livellando con la spatola e di coprirlo con un foglio di carta da forno. Io ho riempito i bicchierini di plastica per il caffè con il composto, l’ho livellati con la spatola e li ho coperti con la pellicola trasparente. Si mette il tutto in frigorifero per almeno 4 ore.
Nella ricetta originaria si presenta accompagnato con la panna liquida servita a parte, io ho preferito presentarlo senza panna. Ho rivoltato il contenuto del bicchierino in un piattino, ho spolverato sulla superficie il cacao in polvere e ho aggiunto sulla sommità un po’ di farina di castagne che avevo tenuto da parte e scagliette di cioccolata fondente. 








Con questa ricetta partecipo al contest sFRUTTA l'inverno di Stefania e di Artù dei rispettivi blog Nuvole di farina e La casa di Artù.






giovedì 17 novembre 2011

My 7 links: un viaggio a ritroso nel blog

Marina del blog La Tarte Maison e Ornella del blog Il giardino dei sapori e dei colori mi hanno passato il testimone di questo simpatico gioco, vale a dire una sorta di viaggio a ritroso nel proprio blog per scegliere 7 post che rispondono alle domande spiegando il perché della scelta. Poi passare il testimone ad altre, le quali potranno decidere o non di accettarlo. Ho preso con piacere il testimone, ho visto un modo carino per conoscersi.








Post il cui successo mi ha sorpreso



Panfrutto al cioccolato per le fragole Ricordo che mi stupì per i commenti, era un dolcino molto semplice (come lo sono i miei dolci) nato di corsa in una tarda mattinata, mentre ascoltavo musica.




Il post più bello




Tra quelli che ho postato per me è Cicere e tria, perchè racchiude un po' le mie passioni ed interessi: la Puglia, la Letteratura, la Storia dell'arte, la demo-etnoantropologia e la Storia e cultura del cibo.

Ed  è stranamente prolisso... non è da me!




Il post più popolare





Guardando le statistiche il post che ha avuto più visite è Bicchierini dicheese cake salati ai taralli e crema alla finocchiona. Una ricetta nata seguendo il sapore del finocchietto che mi è sempre piaciuto.




Il post che non ha avuto il successo che meritava



Forse Ode al Carciofo alla giudia è uno dei piatti più caratteristici e più buoni delle mia amata città. Bisogna assaggiarlo e/o provarlo a cucinare almeno una volta nella vita.




Post più controverso



Sicuramente a casa è stato il Risotto cremoso alle cime di rapa, ricotta e taralli, ci sono state molte perplessità sulla presenza croccante dei taralli. Io l’ho molto gradita.



Il post più utile


Per me il “Pesto” di odori, perché uso molto gli odori e non amo insaporire con i preparati industriali. Quando non ho gli odori freschi in casa, attingo dal mio pesto di odori.





Il post del quale vado più fiera

Ancora lo devo scrivere... Ma confido nel futuro.

Tuttavia voglia aggiungere una cosa, durante i mesi di questa avventura da "blogger" ho avuto modo di conoscere ed imparare molte cose seguendo i vari blog. Proprio grazie a questo, una  piccola personale soddisfazione l'ho avuta con i Tortini alformaggio per Pasqua, per la prima volta non ho comprato la Torta al formaggio, ma ho mangiato (in formato mini) quelle fatta da me.









Passo il testimone sperando che sia gradito a:

Tamara del blog Un pezzo della mia Maremma   (appena ritorna in linea, spero al più presto)
Giovanna del blog La cuoca eclettica   
Stefania del blog Nuvole di farina  
Ancutza del blog Matrioska's Adventures   
Tiziana del blog Pecorelle di Marzapane 
Emanuela del blog Pane, burro e alici 
Assunta  del blog La cuoca dentro 
Maria del blog Panza e Presenza 
Patrizia del blog I dolci nella mente 
Elena del blog  Cooking Elena 




Il gioco prevede di passare il testimone a 7 blogger io ne ho passate a 10 nel caso qualcuna declinasse l’invito…





mercoledì 16 novembre 2011

Fusi di pollo con funghi e pinoli

E’ un piatto molto gustoso arricchito dai funghi, dai pinoli e profumato dalla salvia e dal rosmarino.







Ingredienti:
8 fusi di pollo
150 g di funghi prataioli
1 cucchiaio di pinoli
1 rametto di rosmarino
alcune foglie di salvia
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di farina
mezzo bicchiere di vino bianco secco
brodo vegetale o di pollo
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero


Preparazione:
Si dispongono i fusi di pollo in una ciotola si unisce la salvia, il rosmarino, lo spicchio d’aglio, un filo di olio e il pepe, si lascia insaporire.
Si mettono i fusi con le erbe aromatiche in una padella con un filo di olio, si fanno colorire in modo uniforme, si sfuma con il vino bianco, si sala, si aggiungono tre mestoli di brodo vegetale o brodo di pollo. Si fanno cuocere coperti per 30 minuti circa a fuoco basso, controllando che non si asciughi troppo, se occorre si aggiunge un altro mestolo di brodo. Passato il tempo si uniscono i funghi prataioli tagliati a fettine ed i pinoli leggermente tostati; si fa cuocere il tutto sempre coperto per 10-15 minuti. Passato il tempo si unisce la farina setacciata si fa amalgamare per alcuni minuti, in modo che si forma una sorta di salsina.  Si servono caldi con la loro salsina.








lunedì 14 novembre 2011

Risotto autunnale con le nocciole

Liberamente tratta da Fungo 40 ricette per scoprirlo e apprezzarlo in tutte le portate, un piccolo ricettario che l’anno scorso era allegato ad una nota marca di pasta fresca all’uovo ripiena.






Ingredienti:
380 g di riso arborio
150 g di porcini (2 porcini) o 50 g di porcini secchi
40 g di nocciole tritate
80 g di Parmigiano Reggiano
2 cipolle dorate medie
1 costa di sedano
1 carota
prezzemolo quantità a piacere
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero


Preparazione:
Si prepara un brodo vegetale con carota, cipolla e una costa di sedano. Nel frattempo si puliscono i porcini strofinandoli con carta da cucina umida per eliminare il terriccio e la parte finale del gambo, si tagliano a fettine sottili. Se si utilizzano i funghi porcini secchi si lasciano in ammollo in acqua tiepida per 30 minuti o come indicato nella confezione.
In una casseruola si fa imbiondire in un filo d’olio extra vergine di oliva la cipolla tagliata a pezzettini, si uniscono i funghi tagliati, si sala e si pepa e si lasciano insaporire. Poi si aggiunge il riso, si fa tostare qualche minuto si bagna con il brodo vegetale, si mescola si aggiungono un po’ di nocciole tritate,  si prosegue la cottura aggiungendo il brodo ogni volta che il precedente è stato assorbito;  si procede così  fino alla fine della cottura del riso. Terminata la cottura si manteca con Parmigiano Reggiano grattugiato, con una spolverata di prezzemolo tritato e di nocciole tritate.







sabato 12 novembre 2011

Crema al mascarpone con savoiardo

Una specie di tiramisù senza stratificazioni e in piccole porzioni, che fanno avere meno sensi di colpa (si fa per dire).
Il procedimento per la crema al mascarpone è lo stesso che ho utilizzato per questi bicchierini.






Ingredienti per 4 bicchierini:
250 g di mascarpone
50 g di zucchero semolato
2 uova possibilmente biologiche
2 savoiardi
3 tazzine di caffè
qualche goccia di Marsala Fine I.P. Ambra Semisecco DOC
cacao amaro in polvere q.b.
4 mandorle spellate


Preparazione:
Si dividono le uova dai tuorli e dagli albumi e si raccolgono in due ciotole distinte. Si montano i tuorli con lo zucchero e qualche goccia di Marsala fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
In una ciotola si lavora il mascarpone con un cucchiaio di legno fino a che avrà la consistenza di una crema, si unisce al composto di tuorli e zucchero e si amalgama bene il tutto.
Si montano gli albumi a neve con un pizzico di sale e s’incorporano alla crema di uova e mascarpone con un movimento rotatorio dal basso verso l’alto, per non smontarli. Si versa il composto nei bicchierini e si lascia raffreddare in frigorifero per almeno 2 ore.
S’immergono rapidamente i savoiardi nel caffè a temperature ambiente, si mettono in un piatto o un recipiente piano si spolverano di cacao amaro e si mettono in frigorifero *.
Poco prima di servirli si prendono i bicchierini e si guarniscono con una parte di savoiardo e una mandorla grattata. Volendo così composti si possono riporre in frigorifero.


* Il savoiardo imbevuto di caffè e ricoperto di cacao amaro ho preferito metterlo dopo che la crema di mascarpone si è un po’ rassodata, per paura che affondasse.











giovedì 10 novembre 2011

Gnocchi di patate con le spuntature di maiale

A Roma in passato e ancora oggi gli gnocchi conditi con sughi di carne sono il piatto del giovedì. Il perché non è chiaro, ci sono tante ipotesi più o meno possibili. L’ipotesi più accreditata sembra che sia stato scelto questo piatto per la sua abbondanza, dato che precede il venerdì che, secondo i precetti della Chiesa cattolica, è il giorno di magro (non si mangia carne) dedicato al pesce o al digiuno.
Nel dubbio, come ha scritto Licia Granello:

… addentiamo uno dei piccoli ditali sugosi morbidamente ammonticchiati nel piatto: i migliori si sfarinano in bocca, sciolti come una caramella, suadenti e irresistibili. Bimbi inappetenti e vecchi dalla masticatura incerta, adolescenti svogliati e adulti incupiti: davvero difficile restare indifferenti davanti a un piatto di gnocchi fumanti, comfort food per eccellenza. Impossibile servirli in porzioni risicate, mangiarli con sufficienza, lasciarli a metà. Perché gli gnocchi nutrono e appagano, sono economici e digeribili, si cuociono in un attimo e acquistano cento sapori diversi: basta condirli con sapienza.
Generazioni di bambini hanno imparato da mamme e nonne il rito complice della "rigatura" degli gnocchi. In una sorta di iniziazione ai misteri della cucina, là dove ancora non era consentito infarinarsi fino ai gomiti per assemblare il delicato impasto di patate e farina - poca, pochissima, in quantità inversamente proporzionale all' abilità della massaia - un gesto semplice e decisivo marcava l' ultimo passaggio.
 Licia Granello, Gnocchi. Il piatto che fu giovedì.










 Ingredienti:

Per gli gnocchi
1 kg di patate farinose
300 g di farina 0
sale

Per il sugo:
800 g di spuntature di maiale
400 g di passata di pomodoro
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio extra verdine di oliva
sale
pepe nero

Pecorino romano quantità a piacere



Preparazione:
Si mettono le patate con la buccia in una pentola con l’acqua fredda; dall’ebollizione si fanno cuocere per 20-30 minuti. Passato il tempo di cottura si scolano e si lasciano intiepidire, si pelano e si schiacciano con lo schiacciapatate; si versa la purea nella spianatoia e si impasta con la farina fino ad ottenere un composto compatto. Si taglia a pezzi l’impasto e si formano dei cordoncini e si tagliano a pezzetti di 1-2 cm.
Ogni gnocchetto si passa sui rebbi di una forchetta o sulla tavoletta rigata per far in modo che possano assorbire il condimento.





Si trita il sedano la carota, la cipolla si mette il tutto in un’ampia pentola si fa soffriggere con l’olio extra vergine di oliva, si uniscono le spuntature di maiale e si lasciano cuocere per alcuni minuti per farle colorire, si sfuma con il vino bianco si sala e si pepa, si unisce la passata di pomodoro si copre e si lascia cuocere per 2 ore circa.

Si porta ad ebollizione l’acqua si sala si mette un goccio di olio extra vergine di oliva si versano gli gnocchi un po’ per volta;  non appena vengono a galla si scolano con la schiumarola e si versano sul piatto si condisce con il sugo si accompagna con una spuntatura e a piacere una spolverata di formaggio grattugiato.






Una ricetta per i bambini di Rocchetta Vara



Voglio dedicare questa ricetta ai bambini che sono ospiti della Cooperativa Gulliver che è una cooperativa sociale di Borghetto Vara che la recente alluvione ha reso pericolanti le strutture e ha portato via auto, pulmini, scorte di cibo e giocattoli.
Patrizia del blog La melagranata chiede di diffondere la notizia e di segnalare i riferimenti bancari della Cooperativa a cui è possibile fare una donazione e dedicare una ricetta per creare un ricettario che sarà stampato e venduto, destinando il ricavato ai bambini della Cooperativa Gulliver.










§§§



Aggiornamento febbraio 2012

E' uscito il libro con le ricette dei food blogger e non dedicato ai bambini della Casa Famiglia Gulliver, di Rocchetta Vara (Sp).





Il libro si può acquistare nel sito dell'editore - qui











martedì 8 novembre 2011

Burghul con zucca, porro e bresaola

Avevo voglia di un piatto leggero, ma con gusto; ho pensato al burghul condito con la dolcezza della zucca, il delicato aroma del porro e la leggera sapidità del salume tipico lombardo, la bresaola.










Ingredienti:
300 g di Burghul
250 g di zucca torta o zucca pepona
80 g di Bresaola della Valtellina
50 g di Parmigiano Reggiano o Grana Padano
1 porro
erba cipollina quantità a piacere
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero



Preparazione:
Si cuoce il burghul in abbondante acqua leggermente salata per 15 minuti circa (o come è indicato nella propria confezione), si fa raffreddare sotto l’acqua corrente e si scola bene.
In un'ampia padella si fa imbiondire in olio extra vergine di oliva il porro tagliato a rondelle, poi si aggiunge la zucca tagliata a dadini, si sala, si pepa e si lascia cuocere a fuoco moderato per 10 minuti circa. Passato il tempo si unisce il burghul cotto, la bresaola tagliata a listarelle (lasciando da parte 4 fette), un po’ di formaggio ed erba cipollina; si lascia insaporire il tutto per due minuti circa. S’impiatta aggiungendo scaglie di formaggio, una fetta di bresaola arrotolata, un filo di olio extra vergine di oliva ed erba cipollina.












Con questa ricetta partecipo al contest Fuori di zucca!! del blog Sulemaniche!









E al contest Con un po' di zucca...! di Ramona del blog Farina, lievito e fantasia








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