venerdì 30 marzo 2012

Alici alle due indivie e pecorino

Un piatto classico della cucina ebraica – romanesca sono gli Aliciotti con l’indivia. Un piatto che un tempo era considerato povero, univa due ingredienti poveri: le alici e l’indivia scarola. Essi erano disposti a strati, conditi con olio e pepe, poi cotti al forno. Oltre al piatto classico c’è la versione con l’aggiunta del formaggio, io ho scelto il pecorino e per avere una croccantezza in più ho unito il pangrattato.







Ingredienti:
500 g di alici fresche
1 cespo piccolo di indivia scarola
1 cespo piccolo di  indivia riccia
50 g di pecorino romano
pangrattato q.b.
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero


Preparazione:
Si deliscano e si privano della testa le alici, si lavano bene e si fanno sgocciolare.  Si mondano e si lavano le due scarole, si mescolano tra loro. Si prende una pirofila o una teglia da forno dai bordi alti o singole cocottine a bordo alto, si mette nel fondo un po’ di pangrattato, un filo di olio extra vergine di oliva; si comincia a disporre uno strato delle due scarole, poi uno strato di alici, si sala, si pepa, si spolverizza con un po’ di pangrattato, un po’ di pecorino grattugiato e un filo di olio extra vergine di oliva. Si continua così fino alla fine degli ingredienti facendo in modo di terminare con le due scarole. Alla fine si mette un po’ di pangrattato, un po’ di pecorino grattugiato ed il filo di olio extravergine di oliva. Si mette in forno caldo a 180° C per 30-40 minuti.








Con questa ricetta partecipo alla raccolta Un’acciuga al giorno del blog Poveri ma belli e buoni











mercoledì 28 marzo 2012

Filetto di maiale croccante alla birra

Un filetto di maiale gustoso e croccante. La croccantezza è data da una crosticina di erbe aromatiche e pangrattato che ricopre il filetto di maiale, il tutto è aromatizzato con una birra chiara.










Ingredienti:
500 g di filetto di maiale
50 cl (500 ml) di birra chiara
8 foglie di salvia
2 rametti di rosmarino
3 bacche di ginepro
2 spicchi di aglio
1 cucchiaino di semi di finocchio
alcune barbe di finocchio
mezzo cucchiaino di zenzero macinato
pangrattato q.b.
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero

Preparazione:
Si trita molto finemente l’aglio, gli aghi di rosmarino, la salvia, le bacche di ginepro, i semi e le barbe di finocchio; si mescola il trito con due cucchiaini di sale, un po’ di pepe e un pizzico di zenzero. Si passa il filetto di maiale sul trito in modo di farlo aderire su tutta la superficie, si lascia in riposo 10 minuti, poi si passa nel pangrattato in modo che quest’ultimo aderirà meglio. 
Si fa rosolare il filetto nell’olio extra vergine di oliva caldo a fuoco vivace per 5-6 minuti da tutte le parti. Si aggiunge la birra, si copre con il coperchio e si fa cuocere a fuoco moderato per 50 minuti circa, girando ogni tanto. Passato il tempo si fa raffreddare e si taglia a fettine e si serve con la sua salsina croccante.






Con questa ricetta partecipo al contest La cucina con la birra del blog Pane e pomodoroPhoto birra.










Con questa ricetta partecipo al contest del blog La stufa economica, Spezie ed erbe aromatiche










lunedì 26 marzo 2012

Paccheri ripieni di cotechino gratinati con salsa di spinaci

I Paccheri sono ripieni con un composto di cotechino e patata, poi sono gratinati al forno con una salsa di spinaci e parmigiano. Un piatto non leggerissimo, ma molto gustoso.







Ingredienti:
250 g di Paccheri trafilati al bronzo
250 g di cotechino precotto
400 g di spinaci freschi
100 ml di latte parzialmente scremato
80 g di Parmigiano Reggiano o Grana Padano
50 g di burro
3 patate rosse grandi
sale
pepe nero



Preparazione:
Si lessano le patate intere, una volta cotte si privano della buccia e si passano nello schiacciapatate.  Si cuoce il cotechino come indicato nella confezione e una volta cotto si taglia a pezzettini e si unisce alle patate schiacciate; si amalgama bene il tutto.
Si lavano bene gli spinaci, si fanno appassire in padella per 8-10 minuti, una volta appassiti si frullano nel mixer ad immersione per ridurli ad una purea.
Si prende un tegame si mette il burro a pezzetti ed il latte caldo, si fa sciogliere a fuoco basso, poi si aggiunge la purea di spinaci, si sala e si pepa e si fa amalgamare il tutto per alcuni minuti sempre a fuoco basso, deve essere una salsa abbastanza liquida.
Si lessano i paccheri in abbondante acqua salata con un po’ di olio extra vergine di oliva, si scolano al dente e si ferma la cottura passandoli sotto l’acqua corrente. Mentre si intiepidiscono si prende una pirofila e si sparge uno strato di salsa di spinaci. Si inizia a riempire i paccheri con il composto di patate e cotechino e si dispongono nella pirofila. Poi si coprono con la restante salsa di spinaci e il parmigiano grattugiato. Si mettono in forno a 180° C per 20-25 minuti.







giovedì 22 marzo 2012

Quanti modi di fare e rifare... gli auguri di compleanno

Un dolce da regalare fatto con le mie mani non può essere che una semplice e rustica - in tutti i sensi – crostata con la confettura, anch’essa fatta in casa, alle pesche noci aromatizzata al Marsala e cannella.

Per chi è questa crostata? Per Stefania… Tanti Auguri!



Crostata con confettura di pesche noci, Marsala e cannella






Ingredienti per una crostata di 24 cm di diametro

300 g di  farina 00
150 g di burro freddo
130 g di zucchero semolato
3 uova (2 tuorli e 1 intero)
una grattata di scorza di limone possibilmente non trattato
un pizzico di sale



Preparazione:
In una ciotola si mette la farina setacciata il burro appena tolto dal frigo tagliato a pezzetti e un pizzico di sale, si lavora il tutto rapidamente con le punte della dita fino ad ottenere un composto dall'aspetto sabbioso. Si uniscono i due tuorli, l’uovo intero, lo zucchero e la scorza di limone, si lavora  velocemente il tutto sempre con la punta della dita, fino ad ottenere un impasto compatto liscio ed abbastanza elastico. Si forma una panetto si avvolge nella pellicola trasparente e si mette in frigo per mezz'ora.
Trascorso il tempo si prende la pasta frolla si taglia una piccola parte che verrà utilizzata per le strisce della graticola, il restante si stende leggermente con un mattarello e si trasferisce in una tortiera imburrata. Si bucherella con i rebbi della forchetta la frolla e si ricopre con la confettura di pesche noci, Marsala e cannella.
Con la pasta frolla tenuta da parte si stende leggermente con il mattarello e con la rotella dentata si tagliano delle strisce per formare la graticola.
S’informa a forno caldo a 180°C - 190°C per 40-50 minuti. Una volta cotta si lascia raffreddare prima di sfornarla.





lunedì 19 marzo 2012

Maltagliati con verza e guanciale di Bassiano

Tra le paste fatte in casa preferisco quelle senza uova; solo semola di grano duro, acqua e un pizzico di sale. Taglio la sfoglia a losanghe senza seguire una forma perfetta, per avere tanti maltagliati - per l’appunto - che condisco con vari ingredienti che al momento ho in casa.
Questi li ho conditi con le ultime verze della stagione e il magnifico guanciale di Bassiano, prodotto nell’omonimo borgo in provincia di Latina acquistato da D.o.l. (Di Origine Laziale).






Ingredienti
Per la pasta:
300 g di semola di grano duro
100 ml di acqua ca (1 bicchiere)
pizzico di sale

Per il condimento:
1 verza di 500 g circa
200 g di guanciale di Bassiano
1 cipolla dorata
80 g di Parmigiano Reggiano o Grana Padano
vino bianco secco
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero


Preparazione:
In una ciotola si uniscono la semola di grano duro, il pizzico di sale e l’acqua quanto basta per ottenere un impasto morbido. Si prende il composto e si mette sulla spianatoia si comincia a lavorare per 15-20 minuti, fino ad ottenere una massa omogenea, soda ma non dura.  Si forma una palla e si avvolge in un telo o si copre con una scodella e si fa riposare per mezz'ora. Trascorso il tempo, si divide la pasta in panetti e si tira a mano con il mattarello dello spessore di mezzo centimetro, la pasta non deve essere sottile. Una volta tirata, si lascia asciugare per 10 minuti circa coperta da un telo. Si comincia a tagliare la pasta a strisce nel senso orizzontale e poi in diagonale in modo da formare delle losanghe irregolari

Si lava e si riducono le foglie di verza a striscioline eliminando la parte più dura. In una padella si fa imbiondire la cipolla tagliata a fettine sottile in olio extra vergine di oliva si unisce la verza, si sala, si pepa e si copre si lascia cuocere per 10 minuti circa fino a farla appassire, si sfuma con un po’ di vino bianco.
In un padellino antiaderente ben caldo si fa cuocere a fuoco basso il guanciale tagliato a tocchetti.
Si porta l’acqua ad ebollizione, prima di versare la pasta nell’acqua si versano alcune gocce di olio in modo di non far attaccare le losanghe di pasta una con l’altra, si versa e si fa cuocere per pochi minuti il tempo di farle venire a galla.
Una volta cotte si scolano lasciando alcuni mestoli di acqua di cottura. Si uniscono alla verza, si aggiunge un po’ di acqua di cottura della pasta, una manciata di formaggio grattugiato e si fa saltare per un minuto; si unisce il guanciale si mescola il tutto. S’impiatta si aggiunge una manciata  a piacere di formaggio grattugiato e una macinata di pepe nero.









venerdì 16 marzo 2012

Zuppa rustica

Una zuppa rustica composta da una unione di cereali e legumi misti di agricoltura biologica, arricchita dalla pancetta e dalle croste di Parmigiano che, oltre a recuperarle, la rendono più appetitosa.





Ingredienti:
300 g tra cereali e legumi misti  (orzo perlato, lenticchie rosse, farro perlato, fagioli adzuchi verdi)
150 g di pancetta tesa di maiale
100 g di passata di pomodoro
1 carota
1 cipolla
1 testa di sedano
1 spicchio di aglio
croste di Parmigiano Reggiano o Grana Padano (quantità a piacere)
olio extra vergine di oliva
sale
peperoncino piccolo


Preparazione:
Si trita finemente a coltello la carota, il sedano e la cipolla. Si mette il trito in un tegame di terracotta con l’olio extravergine di oliva, il peperoncino e l’aglio. Si fa soffriggere per alcuni minuti, poi si unisce la pancetta tesa tagliata a tocchetti, si lascia rosolare, si unisce la passata di pomodoro e si lascia insaporire il tutto per alcuni minuti. Poi si uniscono i cereali e i legumi precedentemente ben lavati si mescolano per bene, si unisce 1 litro e mezzo circa di acqua fredda e si porta ad ebollizione.
Nel frattempo si puliscono le croste di parmigiano, si raschiano sulla superficie con la lama del coltello e si tagliano a dadini.
Una volta che la zuppa è arrivata ad ebollizione si aggiungono le croste di parmigiano, si abbassa la fiamma si copre con il coperchio e si fa cuocere a fuoco moderato per 40-50 minuti. La zuppa durante la cottura deve rimanere sempre coperta dall’acqua.
Passato il tempo della cottura, si sala e si unisce l’olio extra vergine di oliva. Si può servire tiepida in ciotole o cocottine preferibilmente di terracotta.









Con questa ricetta partecipo al contest di Max Un coccio al mese per dodici mesi  del Blog di Max









mercoledì 14 marzo 2012

Polpette di cappone e bieta

Ho recuperato la carne di cappone utilizzata per il brodo con cui ho cotto i tridde, l’ho unito alla bieta, alle patate, al parmigiano grattugiato, all’uovo e aromatizzato con una grattata di noce moscata. Sono venute fuori delle piacevoli polpette. Io le ho cotte al forno; ma fritte in abbondante olio saranno ancora più piacevoli.


Polpette di cappone e bieta




Ingredienti:
600 g circa di cappone lessato
2 patate medie
100 g di bieta
100 g di parmigiano grattugiato
1 uovo
1 pizzico di noce moscata grattata
pangrattato q.b.
olio extra vergine di oliva
sale
pepe


Preparazione:
Si lava e si lessa in acqua bollente la bieta. Una volta cotta si scola, si lascia intiepidire, si strizza e si taglia a pezzetti. Nel frattempo si lessano le patate con la buccia, una volta cotte si privano della buccia e si passano nello schiacciapatate. Si versano in una ciotola, si aggiunge la bieta tagliuzzata, il cappone lessato tagliato a pezzetti, il parmigiano, l’uovo, il pizzico di noce moscata, il sale e il pepe. Si amalgama il tutto per bene, con il composto si formano delle polpette che si passano nel pangrattato. Si depositano in una teglia ricoperta da carta da forno, si passa sopra un filo di olio extra vergine di oliva e s’infornano a 190° C per 20-30 minuti, girandole una volta dopo 10-15 minuti.





Polpette di cappone e bieta







Con questa ricetta partecipo al contest di Laura La sacra della polpetta del blog Pane e Olio.






lunedì 12 marzo 2012

Tridde o malinfranti o maltriti in brodo

I tridde o malinfranti o maltriti sono i vari nomi per indicare in Puglia una pasta fatta a mano composta di semola di grano duro, uova, prezzemolo tritato e formaggio locale o parmigiano grattugiato. Dall’impasto morbido e consistente, si tira la sfoglia e si riduce, staccandola con le dita, in tanti pezzettini differenti che poi vengono cotti in un brodo di carne. 
Da come mi hanno raccontato, è una pasta di antica origine che era servita soprattutto nel giorno di Santo Stefano, a Pasqua oppure era offerta alle donne che avevano appena partorito. Insomma un piatto sostanzioso, ma allo stesso tempo delicato.
Per un brodo di carne ho scelto la carne di cappone, per la sua delicatezza.





Ingredienti

Per la pasta:
100 g di farina di semola di grano duro
20 g di  parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiato
1 uovo
1 ciuffo di prezzemolo
sale


Per il brodo di cappone:
Mezzo cappone circa 600 g
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla dorata
1 cucchiaio di passata di pomodoro
sale grosso
pepe nero


Preparazione:
In una capiente pentola si mette la cipolla, la carota e la costa di sedano pulite, il cappone, la passata di pomodoro, il pepe e si aggiunge 2 l circa di acqua fredda. Si fa cuocere minimo per 2 ore e mezza schiumando ogni tanto. Passato il tempo si toglie la carne e gli ortaggi, si mettono da parte per essere utilizzati in altre preparazioni. Si filtra il brodo e si sala. Il brodo può essere fatto il giorno prima in modo di poterlo sgrassare di più.

In una ciotola si versa la farina di semola, il parmigiano, l’uovo, il prezzemolo tritato e un pizzico di sale. Si mescola il tutto, si lavora fino ad ottenere un composto omogeneo, morbido e non asciutto. L’impasto deve risultare più morbido di una normale sfoglia.







Si passa nella spianatoia, si stende con il mattarello una sfoglia che si lascia asciugare per 10 minuti. Poi si taglia a grandi strisce e si inizia a spezzare con le dita le varie strisce di sfoglia formando tanti pezzettini che si lasciano ad asciugare su un telo.

Si porta a bollore il brodo e si versano i tridde o malinfranti e si lasciano cuocere per 5-6 minuti. Si servono in piatti fondi con il brodo e spolverizzati di parmigiano grattugiato.












domenica 11 marzo 2012

Premi e dolci...

Ringrazio Ancutza del blog Matrioska's Adventures per il doppio pensiero, molto gradito. Ogni volta che la leggo mi lascia un sorriso, mi piacciono Le avventure della piccola matrioska. Poi c'è Michi... :)

Dunque, il primo pensiero è il Versatile blogger, per le 7 cose rimando - qui -

Il secondo pensiero è Premio cake blog di qualità che mi ha donato anche Edvige che ho "scoperto" con piacere da poco con il suo interessante blog Memento Solonico e da Giulia del blog La grande abbuffata.

Premessa doverosa. Io non sono una grande golosa di dolci, amo molto di più il salato, non faccio molti dolci, quelli che faccio sono di una semplicità imbarazzante.
Detto ciò, ho scelto i dolci che sono associati o ispirati a delle persone o a dei luoghi o a delle cose.












Al primo posto c’è un dolce del cuore: le Fettuccine dolci. Le faceva mia madre nel periodo di Carnevale. Le sue saranno sempre speciali.















Tra i dolci che preferisco ci sono le crostate, mi hanno sempre ispirato il senso di casa, di calore, e soprattutto le associo a mia madre; era uno dei dolci che faceva spesso.
Questa tipologia di crostata non era tra le sue esecuzioni, ma è tratta da uno dei suoi innumerevoli ricettari.


















Altra crostata molto apprezzata nella mia amata città. Certo quello che si mangia nell'antico forno al ghetto è molto più buona. Ma la ricetta è segreta.















Un dolcino semplice con un "grande" ingrediente: le pere della mia amica.















L’uva fragola che adoro.
















Come ho scritto non sono una grande golosa, ma devo dire che questo dolce al cucchiaio mi ha "rapito".
















Sono legata a questo dolce al cucchiaio, perché è una ricetta ispirata ad una delle scrittrici che preferisco: Virginia Woolf. In modo particolare sono legata al saggio romanzato Una stanza tutta per sé che trovo per le tematiche ancora molto attuale. Un saggio da leggere e far leggere alle nuove generazioni,  soprattutto alle giovani donne.













Ho sempre difficoltà a scegliere i blogger, lascio i testimoni a chi passa di qui e li vuole prendere.












giovedì 8 marzo 2012

Manzo in umido con cipolle in agrodolce

Come ho già scritto lo stufato, il bollito, il brasato, lo stracotto rappresentano una sorta di filosofia di vita: la capacità di saper aspettare. Sono metodi di cottura che richiedono tempi lunghi e  riescono a trasformare tagli di carne considerati meno pregiati come il petto o punta di petto, bianco costato di pancia  di manzo, in carne gustosa e tenerissima.
Ho accompagnato il manzo in umido con le cipolle in agrodolce; un classico che apprezzo molto.







Ingredienti:
700 g di carne di manzo per bollito (Petto o Punta di petto, Bianco costato di pancia)
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
1 spicchio di aglio
1 foglia di alloro
3 bacche di ginepro
2 cucchiai di passata di pomodoro
1 bicchiere di vino rosso di buon corpo
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero


Cipolle in agrodolce:
500 g di cipolle borettane
40 g di aceto di vino rosso
5 g di aceto balsamico
25 g di zucchero
olio extra vergine d'oliva
sale
pepe nero
           

Preparazione:
Si trita a coltello la carota, la cipolla, il sedano e l’aglio. Si mette il tutto in un tegame, si fa soffriggere in olio extra vergine di oliva aggiungendo la foglia di alloro e le bacche di ginepro. Si unisce la carne, si fa rosolare da entrambe le parti, si sfuma con il vino rosso, si sala, si pepa, si aggiunge la passata di pomodoro e l’acqua calda a ricoprire interamente la carne. Si copre con il coperchio e si lascia cuocere a fuoco basso per 3 ore circa, finché il liquido di cottura si ritirerà e si formerà un intingolo.

Si pelano le cipolle e si tengono in acqua fredda per alcuni minuti. In un tegame si versa l’olio con l’aceto di vino rosso, l’aceto balsamico, lo zucchero e un pizzico di sale; si fa sciogliere un po’ lo zucchero si uniscono le cipolle pelate si copre con un coperchio e si fanno cuocere a fuoco basso per 50-60 minuti fino a quando le cipolle risulteranno morbide ed il liquido di cottura sarà denso e caramellato.


A cottura ultimata della carne si taglia a listarelle si trasferisce su un piatto da portata con il suo intingolo e si uniscono le cipolle in agrodolce.












Con questa ricetta partecipo al contest Ti cucino a...fuoco lento del blog Les Madeleines di Proust.









martedì 6 marzo 2012

"Quanti modi di fare e rifare..." i Cjalsons aromatici

Questo mese per l’iniziativa Quanti modi di fare e rifare... è stata scelta una ricetta di Stefania i Cjalsons aromatici che sono una sorta di ravioli friulani che vengono eseguiti con una pasta elastica composta di farina, burro e acqua,  ma si possono trovare anche con le uova o le patate.
Il ripieno in genere contiene una componente salata e una dolce, che si armonizzano tra di loro.







Ingredienti per due persone (tra parentesi le mie variazioni):

Per la pasta
100 g di farina 00
25 g di burro fuso
5 g di sale
acqua q.b.

Ripieno
2 cucchiai di formaggio grattugiato (caciotta di mucca biologica semistagionata)
1 mazzetto di erbe aromatiche a scelta (prezzemolo, maggiorana, timo)
2 cucchiai di uvetta
1 cucchiaino di cacao amaro
1 cucchiaio di pane grattugiato
una manciata di pinoli (mandorle)
la buccia grattugiata di un limone
1 cucchiaio di rum (Grappa)


Per il condimento (mie variazioni)
50 g di burro
50 g di caciotta di mucca biologica semistagionata
pepe nero


Preparazione:
In una capiente ciotola si mette la farina a fontana il burro fuso ed il sale e s’inizia a impastare aggiungendo poca acqua alla volta fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Si lascia riposare per almeno 30 minuti.
Si mettono tutti gli ingredienti del ripieno nel frullatore, si fanno mescolare leggermente. Invece, io ho tritato a coltello le erbette aromatiche, l’uvetta ammollata nella grappa, le mandorle, la buccia di limone,  poi ho aggiunto la caciotta tagliata a piccoli pezzi, il cacao ed il pane grattugiato. Ho mescolato il tutto e l’ho lasciato riposare.

Passato il tempo di riposo della pasta si stende con il matterello una sfoglia sottile, si taglia a dischi con un coppapasta (il mio è di un diametro di 7 cm) e si farciscono con il ripieno, si passa leggermente sui bordi un po’ di acqua in modo da farli aderire bene, e si chiudono a mezzaluna (Li ho messi in frigo a riposare per due ore).










Si fa bollire abbondante acqua salata e si mettono i cjalsons, il tempo di venire a galla si scolano e si condiscono a piacere. Stefania li ha conditi con il burro fuso e il limone, io invece del limone li ho condito con pepe nero e la caciotta semistagionata grattata grossolanamente.




Quanti modi di fare e rifare...





Appuntamento al 6 Aprile con la



di Federica del blog  Note di cioccolato






domenica 4 marzo 2012

Pasta al forno (Anilletti 'u furnu)

Non ordinò subito il caffè, prima si dedicò a un sostanzioso e profumato piatto di pasta al forno che lo sollevò dalla cupezza in cui l'aveva sprofondato l'arte culinaria della signora Giulia. Quando Rahman arrivò, Montalbano aveva fatto sparire le tracce della pasta e aveva davanti solo un'innocente tazzina di caffè vacante.


Andrea Camilleri, Il cane di terracotta, Sellerio, 1996 



 Altra ricetta ispirata dalla penna di Andrea Camilleri la pasta al forno ovvero Anilletti 'u furnu. Gli anelletti, la tipica pasta siciliana che avevo cercato invano per questo piatto, finalmente li ho trovati e ho pensato di usarli seguendo la ricetta di Maria Adele Di Leo, ne La cucina siciliana, che si trova nel sito del Camilleri Fan club.









Ingredienti (Tra parentesi le mie variazioni):
500 g di anelletti siciliani
200 g di carne di manzo tritata
100 g di carne di maiale tritata
1 cipolla
1 bicchiere di vino rosso
200 g di caciocavallo grattugiato
100 g di primosale (ricotta salata)
200 g di estratto di pomodoro (400 g di passata di pomodoro)
20 g di olive nere (aggiunta)
pangrattato q.b.
olio extra vergine di oliva
sale
pepe 




Preparazione:
Si fa  imbiondire la cipolla tritata in olio extra vergine di oliva, si aggiunge la carne tritata di manzo e di maiale si fa cuocere per alcuni minuti, poi si sfuma con il vino. Si aggiunge l’estratto di pomodoro e si allunga con mezzo litro di acqua (io al posto dell’estratto di pomodoro diluito nell’acqua ho messo la passata), si sale e si pepa e si lascia cuocere a fuoco basso per 30 minuti.
Si fanno cuocere gli anelletti, si scolano al dente si condiscono con il sugo si aggiunge il caciocavallo grattugiato, il primo sale (io la ricotta salata) ed ho aggiunte le olive nere tagliate a rondelle. Si prende  una teglia si unge di olio e si  spolverano con il pangrattato, si versano gli  anelletti conditi e sopra si spolvera il pangrattato, un filo di olio e si mette al forno a 180°-200° per 20-30 minuti circa.










venerdì 2 marzo 2012

Fagottini di verza e persico

Un piatto leggero e delicato.







Ingredienti:
1 filetto di persico non tanto grande
12  foglie di verza
2 tazze di acqua di cottura della verza
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaio scarso di farina
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero


Preparazione:
Si fanno sbollentate per qualche minuto le foglie di verza in acqua bollente, una volta cotte si tiene da parte 2 tazze di acqua di cottura.
Si lava e si taglia a pezzi il filetto di persico. Si mette in una ciotola si condisce con il sale, il pepe, lo zenzero e l’olio extra vergine di oliva.
Su un tagliere si stendono le foglie di verza, si salano e si pepano. Su ciascuna foglia si dispone un pezzo di filetto di persico condito. Si ripiegano le foglie di verza verso il centro, prima i due lati lunghi e poi i due lati corti, fino ad ottenere un fagottino e si lega con uno spago da cucina.
Su una padella antiaderente con un filo d’olio si mettono i fagottini, si fanno scottare da una parte all’altra per alcuni minuti, si coprono con un coperchio e si lasciano andare a fuoco moderato per 5 minuti. Poi si versa l’acqua di cottura delle verza si ricopre e si lascia cuocere per 15 minuti. Negli ultimi 5 minuti si versa un po’ di farina, per fare addensare il liquido in modo da formare una sorta di salsina. Si impiatta il fagottino con la salsina ottenuta e si unisce un filo d’olio extra vergine d’oliva.



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