mercoledì 1 ottobre 2014

Tozzetti alle nocciole

I tozzetti alle nocciole sono dei biscotti secchi caratteristici e diffusi nella provincia di Viterbo. A prima vista possono essere associati ai cantucci toscani, ma c’è differenza. La differenza è data soprattutto dalla presenza delle nocciole qualità “Tonda gentile romana Romana” dei Monti Cimini che li caratterizza e che ne deve la produzione e diffusione. Infatti, la diffusione dei tozzetti si fa coincidere con l’estensione che ci fu intorno agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento nel comprensorio dei Monti Cimini, della coltivazione della nocciola varietà “Tonda gentile romana Romana”. E’ una nocciola dalla forma rotondeggiante, dal gusto delicato e contenente meno grassi rispetto alle altre qualità.








Ricetta tratta da Natura in Campo. Atlante dei prodotti tipici e tradizionali dei Parchi del Lazio.

Ingredienti:
500 g di farina 00
250 g di zucchero        
250 g di nocciole tostate varietà Tonda gentile romana
100 g di burro              
2 uova                           
scorza di limone
1 bustina di lievito
1 cucchiaio di liquore tipo Centerbe o Grappa o Rum


Preparazione:
Si setaccia la farina in una grande ciotola, si aggiungono le uova e lo zucchero, si lavora un po’ poi si aggiunge il burro ammorbidito, la scorza di limone, il liquore ed il lievito, si continua a lavorare ed infine si aggiungono le nocciole tostate intere. Si lavora fino ad incorporare tutte le nocciole. Si formano dei filoncini e si depositano su una placca da forno ricoperta di carta da forno.

Si mettono in forno caldo a 180° C per 15-20 minuti, dipende dal forno, fino a che diventano leggermente dorati, ma non completamente asciutti. Si tolgono dal forno e si tagliano ancora caldi a fette di 1 cm circa. Si depositano sulla placca e si fanno “biscottare” da entrambi i lati.






lunedì 29 settembre 2014

Filetti di petto di pollo con pomodori secchi e pistacchi

Questo è uno dei modi che mi piace di più mangiare il petto di pollo. Taglio i petti di pollo a filetti, li impano con il semolino e li cuocio in padella. Poi li insaporisco con il pesto di pomodori secchi e pistacchi. Oltre al sapore, mi piace molto il croccantino dato dalla panatura al semolino e dai pistacchi.








Ingredienti:
4 fette di petto di pollo
semolino q.b.

Per il pesto di pomodori secchi e pistacchi
40 g di pomodorini secchi sott'olio
30 g di pistacchi sgusciati
1 spicchio di aglio
peperoncino
ciuffo di prezzemolo
olio extra vergine di oliva




Preparazione:
Si battono con batticarne le fettine di pollo, si tagliano a filetti, si passano nel semolino. Si fa scaldare l’olio in una grande padella, si fa cuocere i filetti da entrambe le parti, si scolano dall’olio in eccesso.

Nel frattempo si mettono nel mixer i pomodori secchi (scolati dall’olio in eccesso), i pistacchi, l'aglio, il peperoncino e il prezzemolo; si frulla incorporando a filo l'olio extra vergine di oliva.

Si mette il pesto di pomodori secchi e pistacchi nella padella e si uniscono le listarelle di pollo, si fanno insaporire per alcuni minuti a fuoco basso.






venerdì 26 settembre 2014

Polpo alla cretese

A Mikonos appendono i polpi all’aria aperta per farli asciugare e poi li servono in un piattino all’imbrunire, al calar del sole, e non c’è sfintere dell’anima e del corpo che non si apra. Perciò sono state attribuite al polpo greco proprietà di iniziazione sessuale che forse sarebbe meglio attribuire al sole o ad altri “ingredienti” ambientali.
Eppure, nella ricetta che stiamo trattando, il finocchietto selvatico e il vino rosso completano una proposta peccaminosa che il palato coglie subito. Vale a dire, il palato adopera un decodificatore dei sapori e sa bene che finocchietto e vino rosso vogliono dire: bàgnati e lascia fare.
  Manuel Vásquez Montalbán, Ricette Immorali


Questa ricetta l’ho tratta dalle Ricette Immorali dello scrittore Manuel Vásquez Montalbán, creatore dell’investigatore gastronomo Pepe Carvalho e dispensatore di ricette nei suoi romanzi (da me provate qui e qui). Questo libro, invece, è una sorta di trattato enogastronomico-sessuale in cui l’autore seguendo l’associazione di idee tra cibo e sessualità, fornisce una serie di ricette come questa che è ottima. Nella ricetta è indicato il finocchietto selvatico, io ho aggiunto anche i semi di finocchio che mi hanno ricordato un magnifico Polpo in pignata che mangiai in un ristorante di Otranto l’hanno scorso.






Ingredienti:
600 o 700 g di polpo
1 cipolla bianca
1 mazzetto di finocchietto selvatico tritato
1 cucchiaino di semi di finocchio (aggiunta)
3 o 4 pomodori pelali
25 cl di vino rosso
3 o 6 cucchiai di olio di oliva
sale
pepe nero
prezzemolo (aggiunta)


Preparazione
Si taglia il polpo a pezzi spessi un dito. Si scalda l’olio nella casseruola, si aggiunge la cipolla tagliata a pezzetti, si fa soffriggere sino a quando diventa chiara. Si aggiunge il polpo ed il vino. Si copre la casseruola e si lascia cuocere a fuoco basso per quindici minuti. Si aggiunge il finocchietto e i semi di finocchio, i pomodori tagliati a pezzi, il prezzemolo, si sala e si pepa. Si copre e si fa cuocere a fuoco basso fino a quando il polpo diventa tenero (dopo 50 minuti o 1 ora). Si può mangiare caldo o freddo.






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