giovedì 4 aprile 2013

Côtes de veau Foyot


Stando ancora a letto, fantasticavo… Coi problemi che avevo coi russi (i russi?) era meglio non farmi vedere in giro nei miei ristoranti preferiti. Avrei potuto cucinarmi qualcosa da solo. Lavorare qualche ora a preparare un manicaretto mi distende. Per esempio delle côtes de veau Foyot: carne spessa almeno quattro centimetri, porzione per due s’intende, due cipolle di taglia media, cinquanta grammi di mollica di pane, settantacinque di groviera grattugiato, cinquanta di burro, si passa la mollica sino a farne del pangrattato che va mescolato col groviera, poi si pelano e si tritano le cipolle, si fanno fondere quaranta grammi di burro in una piccola casseruola mentre in un’altra fonderanno dolcemente le cipolle con il burro rimasto, si ricopre il fondo di un piatto con la metà delle cipolle, si condisce la carne con sale e pepe, la si pone nel piatto e se ne guarnisce un lato con il resto delle cipolle, si copre il tutto con un primo strato di mollica al formaggio facendo aderire bene la carne al fondo del piatto, lasciandovi colare il burro fuso e schiacciando leggermente con la mano, si rimette un altro strato di mollica sino a formare una sorta di cupola e aggiungendo del burro fuso, si cosparge tutto di vino bianco e di brodo, senza sorpassare della metà l’altezza della carne.
Si mette tutto al forno per circa mezz’ora, continuando a inumidire con vino e brodo. Condire con cavolfiore saltato.
Porta via un poco di tempo, ma i piaceri della cucina iniziano prima dei piaceri del palato e preparare vuol dire pregustare, come stavo facendo, ancora crogiolandomi nel letto.

Umberto Eco, Il cimitero di Praga, Bompiani, 2010



Lo spunto per la ricetta di oggi viene dal romanzo di Umberto Eco Il Cimitero di Praga. Il  protagonista Simonino Simonini è un uomo di sessantasette anni, falsario di documenti con un’unica passione la cucina. E’ un personaggio negativo: misogino, pieno di manie e pregiudizi; personifica quelle persone che hanno bisogno di crearsi un nemico per poter indirizzare le proprie  ossessioni. Nella postilla al romanzo, Umberto Eco scrive che: “Simonino Simonini, benché effetto di un collage, per cui gli sono state attribuite cose fatte in realtà da persone diverse, è in qualche modo esistito. Anzi, a dirla tutta, egli è ancora tra noi”.
Umberto Eco con Simonini ci guida in un periodo particolare dell’Ottocento, che vede l’affermazione dello stereotipo antisemita dell’ebreo pericoloso e cospiratore. Ci mostra come vengono costruite le teorie dei complotti, quanto il falso possa essere verosimile e credibile, perché costruito con materiali conosciuti dando, quindi, una sembianza di verità. 

In questo passo il protagonista ci fornisce la ricetta di un piatto che si mangiava in un ristorante parigino Foyot, situato all'angolo della Rue de Tournon e la Rue de Vaugirard, demolito nel 1938.  Les Côtes de veau Foyot era la specialità della casa, la ricetta l’autore deve averla tratta da qui








Ingredienti per due persone:
2 braciole o costolette di vitello alte 4 cm   (costoletta di vitellone di 350 g)
2 cipolle medie
50 g di mollica di pane
75 di groviera grattuggiata
50 burro
200 ml di vino bianco
400 ml di brodo vegetale o di carne


Preparazione:
Si sbriciola la mollica di pane finemente e si mescola con la groviera grattata. Si fa sciogliere una noce di burro in una piccola casseruola si fanno cuocere dolcemente le cipolle tritate. Nel frattempo in un’altra casseruola si fa fondere 40 g di burro.
In una teglia da forno si mettono metà delle cipolle, si pone sopra la carne condita con sale e pepe, si mettono a lato il resto delle cipolle, si copre il tutto con uno strato di mollica al formaggio facendo aderire bene alla carne, s’irrora con parte  del burro fuso, si mette un altro strato di mollica con il formaggio e il burro fuso. Si cosparge con parte del vino bianco e del brodo, il liquido deve arrivare a metà altezza della carne.
Si mette tutto al forno  a 200° C per 30 minuti circa (io 1 ora circa), si continua ad inumidire con il vino bianco e il brodo rimasti.
Si serve caldo con il contorno di cavolfiori saltati.











Con questa ricetta partecipo alla raccolta dell'Abbecedario Culinario della Comunità Europea per la cucina della Francia ospitato da Elena del blog Zibaldone Culinario












15 commenti:

  1. che libro Il cimitero di Praga!!!! lo sai che non mi ricordavo questa ricetta? da provare di certo!
    baci
    Sandra

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  2. Che bontà, da provare assolutamente e anche leggere questo libro. Ciao, buona giornata!

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  3. Ho letto quel libro e Simonini è tra i personaggi più odiosi che abbia mai incontrato nella letteratura... Di cattivi i libri sono pieni, ma lui è proprio un personaggio spregevole...
    Sai che non ricordo proprio questa ricetta! Ma che bella idea hai avuto nel provare a farla! deve essere buonissima! La proverò anche io di sicuro :D
    un abbraccio

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  4. questa ricetta invoglia proprio all'assaggio (le scritte viola mi piacciono molto, danno personalità al tuo blog e richiamano il viola dei mirtilli del titolo del blog) un abbraccio SILVIA

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  5. Mi hai fatto venir voglia di leggere il libro, ma soprattutto di provare la tua ricetta molto invitante. Ciao e grazie per il tuo commento.

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  6. Un personaggio odioso con molto buon gusto in fatto di cibo.
    Il piatto è una vera delizia!
    Un bacio

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  7. Ma che delizia: il piatto è fantastico e conoscere la sua origine lo rende davvero speciale! :)
    Un bacio!

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  8. I tuoi piatti sono sempre interessanti, fanno venire voglia di provarli!!!!

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  9. Mi piace! Una ricetta diversa dalle altre e molto particolare, penso che la carne sotto quella crosta di pane conserva tutta la sua tenerezza e succosità. La segno!
    Bacioni e buon w.e.

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  10. Una ricetta molto appetitosa e invitante!!! Complimenti, un bacio e buona serata

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  11. Questo piatto è delizioso, te lo copio subito!
    Complimenti e buona serata

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  12. mi è scappato l'occhio qua sotto, ma questo piatto è grandioso..non è che vuoi partecipare all'abbecedario per le ricette francesi...ospito io... se ti va passa a dare un'occhiata...complimenti e un bacio!

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  13. MI fa piacere che ti sia unita al gruppo...che è libero e puoi partecipare quando, come e se ti va... è una bellissima ricetta era un peccato non averla...grazie e tutto a posto con i link!

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  14. Benvenuta nel nostro viaggio e nella nostra carovana!
    Grazie per la partecipazione, ecco il riassunto di questa tappa (spero di riuscire a caricare il video quanto prima!): http://abcincucina.blogspot.com.es/2013/04/e-come-escargot.html.
    Ora tutti in Danimarca!
    Aiu'

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Grazie per i commenti e consigli, sono sempre ben accetti.

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